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dillo_alla_luna
but I'm not the only one


Diario


7 maggio 2007


Papa Ratzinger

ANATEMA!

a tutti voi!!
omosessuali, lesbiche, atei, laici...e chi più ne ha più ne metta!!!




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28 marzo 2007


         Lager di Auschwitz

                          Chi dimentica la storia è condannato a riviverla




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4 febbraio 2007


 

TEPPISTI vergogna!
uccidete la nostra passione.




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1 dicembre 2006


  Mario Placanica, ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani, avvenuta il 20 luglio del 2001 durante il G8:
«Al rientro in caserma i colleghi mi chiamavano il killer. Hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, "benvenuto tra gli assassini", mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevano: "Morte sua vita mia", cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo troppo male».


…complimenti Carabinieri,
TUTORI  DELL'ORDINE PUBBLICO
...complimenti!




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11 aprile 2006


Indro Montanelli   A pochi giorni dalle elezioni politiche del maggio 2001, considerando Berlusconi vicino alla vittoria elettorale, lo paragonò ad una malattia e disse che l'Italia ne sarebbe guarita, similmente all'azione di un vaccino, in seguito al suo esercizio del potere...

              LA STORIA TI HA DATO RAGIONE, INDRO!




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23 marzo 2006


sabato scorso, appena uscito dal casello di Rimini Sud, leggo su un cartellone pubblicitario:

                                         MAGAZZINI LUPIN 
                                             fai il tuo colpo

minchia! ottime credenziali!!




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8 marzo 2006


ore 12.45: su "Studioaperto" va in onda un servizio sull'infanzia di Giuseppe Povia, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo:

"Questa è Piazza della Passera, frequentata spesso dal giovane Povia.
Scusi, è vero che Povia amava inseguire i piccioni?"

"Studioaperto" non finirà mai di stupirmi: oltre che rotocalco, varietà e reality, da oggi è anche porno-tg!




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28 febbraio 2006


Stefania Rotolo  Ero bambino quando volteggiavi, leggiadra, per il
palcoscenico…tu, prima showgirl...CIAO STEFANIA


                                                     E adesso tu…
                                                Sei di scena nel blu! 
                                              Quanto cielo ballerai… 
                                             Ora hai tutto l’immenso 
                                               Per non smettere mai! 
                                                     E guardo su… 
                                       Sei la stella che chiama di più.! 
                                           La tua grinta, quella mia… 
                                                Giuro, mi mancherai, 
                                                  Voce, volto, follia! 
                                                    Il firmamento… 
                                                   Il teatro che vuoi. 
                                    All’infinito, il tuo slancio replicherai… 
                                                  E il tuo stile ardito, 
                                               Lassù verrà applaudito! 
                                                         Dopo di te, 
                                                Come un vuoto cadrà 
                            Su questo circo, che grandi pagliacci non ha… 
                                              Su queste poche lacrime 
                                             Di questa bolgia esanime. 
                                              Un baleno ancora può… 
                            Può anche essere eterno, della tua forza vivrò! 
                                                Un uragano splendido 
                                              Che spesso invocherò… 
                                                Dolce compagna mia,                                                 
                                              Non ti lascio andar via…




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9 febbraio 2006


                        PERCHE' L'ITALIA NON FA NIENTE PER ENRICO FORTI?

Ogni giorno alla stessa ora si alza dalla sua brandina nel carcere di South Florida. Osserva la foto della moglie e dei bambini e per un attimo accantona l'incubo che gli ingombra la mente. Poi chiede alla guardia di poter fare la sua telefonata. Una collect call. Una chiamata a carico del consolato italiano di Brickel Avenue, nel cuore finanziario di Miami, tra palme e polizia a cavallo. «Ho paura di essere trasferito in un carcere di massima sicurezza, ma sono innocente. Aiutatemi».
"Dalla gloria alla polvere" potremmo definire la vicenda del produttore italiano Chicco Forti, 40 anni: dopo una sotanziosa vincita al quiz Telemike si trasferisce a Miami dove porta avanti, con successo, la sua attività di produttore di speciali per la televisione sugli sport estremi.
Sposa una modella, mette su famiglia: vive nel sole e nel lusso di di William Island, nel Sud della Florida.
Finchè un giorno l'intraprendente produttore, approdato a Miami da Trento, acquista l'houseboat del presunto assassino di Versace, il gigolò Andrew Cunanan, morto suicida nella sua casa galleggiante: quindi monta uno speciale del Tg3, sollevando dubbi sulla morte di Cunanan, permettendosi anche di criticare l'operato della polizia che avrebbe incastrato Cunanan portandolo al suicidio.
E se fosse stato questo il più grande errore della sua vita? Mettere in dubbio la lealtà degli USA "terra democratica e libera", nonchè la bravura dell'"encomiabile" polizia statuninense?
Fatto sta che Chicco Forti viene condannato all'ergastolo nel dicembre '98 praticamente senza prove e con indizi leggeri, come la sabbia di Sewer Beach dove, tra le 18 e le 20 di domenica 16 febbraio del 1998, viene freddato l'australiano Anthony 'Dale' Pike, 42 anni, centrato alla testa da due proiettili esplosi da una calibro 22. Arma che non è stata mai trovata: nessuno ha visto, nessuno ha sentito. Ma nell'auto di Forti, dopo l'arresto, vengono trovati granellini di sabbia: sabbia di Sewer Beach, secondo l'accusa; sabbia qualunque, di Miami Beach come di Key West, secondo la difesa.
Secondo i giudici Forti era in trattativa col padre di 'Dale', Tony Pike, per l'acquisto di un albergo a Ibiza. E quando il figlio, sentendo puzza di bruciato, arrivò a Miami per impedire che la cosa andasse in porto, Forti lo uccise.
Eppure, apparentemente, manca il movente. Tant'è che lo stesso Forti è stato scagionato dall'accusa di truffa al padre di Pike, reato per il quale è finito invece dietro le sbarre il faccendiere tedesco Thomas Knott, anche lui era in trattativa col vecchio australiano.
Certo non hanno giovato a Chicco le bugie: al primo interrogatorio aveva negato di aver visto Pike all'aeroporto, mentre proprio lui era andato a prenderlo.
Secondo la moglie Heather, 28 anni modella di costumi da bagno, suo marito aveva paura perciò disse quella stupida bugia: ma per lei è un uomo innocente sbattuto in carcere senza una prova, ma solo perchè ha sbeffeggiato la polizia per le indagini sul caso Versace.
Sempre secondo Heather, che intanto ha preferito lasciarsi alle spalle Miami ed è andata a vivere dalla madre, a Honolulu, insieme con i tre figli piccoli frutto del matrimonio con Forti, la verità sta nel fatto che Forti e Pike volevano denunciare Knott per truffa: il tedesco era loro vicino di casa, ma all'inizio non sapevano che tipo fosse. Quella domenica Knott chiese a Forti di non denunciarlo perché avrebbero sistemato le cose. Poi Forti accompagnò Pike a Key Biscaine, dopodiché non lo vide più. Quando seppe dell'omicidio Forti era a New York: avrebbe potuto benissimo scappare in Italia, invece è tornato a Miami.
Lo scorso 14 luglio i giudici hanno respinto l'istanza di revisione del processo avanzata dai legali di Forti, che almeno gli hanno evitato la sedia elettrica.
Le ultime speranze sono riposte nel processo d'appello.
Com'è stato possibile condannare Forti, senza prove effettive?
L'Italia dovrebbe almeno provare a fare chiarezza su una vicenda in cui è implicato, ingiustamente, un nostro connazionale.




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4 febbraio 2006



  Pier Paolo Pasolini  E voglio vivere come i gigli nei campi, 
  come gli uccelli nel cielo campare.
  E voglio vivere come i gigli nei campi
  e sopra i gigli nei campi volare.




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31 gennaio 2006


stanotte ti ho sognata, Pina...
ti abbracciavo forte...
mi mancano i tuoi occhioni dolci, il tuo musetto buffo...
per sempre nel mio cuore.




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21 gennaio 2006


Negli anni '60-'70 in Rai avevano la cattiva abitudine di censurare i testi delle canzoni (per carità, a proposito di censure questo governo ci ha fatto vedere molto di peggio!): come non ricordare "Dio è morto" o "Alice"; tra le tante, c'era una geniale canzone di Antonello Venditti del '73 dal titolo...

A CRISTO

M'hanno detto che Cristo è stato a Roma
e janno detto pure ma 'ndo'vai - quo vadis?
ariccojete tutto, stracci e idee
ma a Roma no, nun ce tornà
Voj annà forse finì morì ammazzato
da st' bboni centurioni che tu sai
che te pregheno e te fregano tutti i giorni
in nome della loro autorità
Aridatte quatto quatto in Galilea
quella sì che è na terra produttiva
aripjate armeno la terra che era tua
dall'occhio vergognoso di un Mosè -Moshe Dayan-
Questo ho saputo per vie non troppo chiare
da un augusto imperatore che sta al bar - un ubriacone
Mo me devi spiegà o mio Signore,
perché adesso tu non stai né qui né là:

"Fijo mio io faccio il mio lavoro,
turo li buchi 'ndove li posso turà
adesso so' impegnato su in Irlanda
e m'hanno pure incastrato nel Vietnam
sti signori che so' quaqueri rifatti - gli americani
hanno inventato angeli più forti - i phantom X-
che quelli costruiti qui alla bona
non cianno manco er tempo pe' volà.
Cianno pure messo de mezzo mi cugino
che se chiama sempre Belzebù
e che te devo dì, io nun me movo,
io cerco er fresco io me ne sto qui"

Ammazzete Gesù Crì quanto so' fichi
ma chissà che me credevo che stavi a fa
volevo 'n po' vedè io so' ignorante
per mondo che hai creato, che stavi a combinà.
Ma la cosa che ce frega a tutte e ddue
è che noi annamo tutti li giorni a lavorà
e che guarda un po', ma guarda sto destino
ce tocca stacce zitti zitti bboni e sopportà.
E nun ce facciamo l'affari nostri.
Nun ce li facciamo pe' carità;
nun te fa' l'affari tua finché la pace non verrà.





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7 gennaio 2006





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6 gennaio 2006


   ONORE al partigiano «Bill» della 52/a brigata «Garibaldi», scomparso martedì sera all'età di 81 anni: il 28 aprile 1945, a Dongo, arrestò il Duce.




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2 gennaio 2006




Era il mio telefilm preferito...mitico Fonzie!




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31 dicembre 2005


Secondo l'ultimo sondaggio dell'anno,
quaranta italiani su cento sognano che Prodi vinca le elezioni,
altri quaranta che le rivinca Berlusconi.
I venti che restano continuano,
irriducibili,
a fare sogni erotici.




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30 dicembre 2005


     La preghiera del comico

"…Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo. Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa' che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi. Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fà che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini. Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa' che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore.
Guardaci dalle unghie delle nostre donne, che da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamente le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un po' perché essi non sanno, un po' per amor Tuo, e un po' perché hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri…"




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30 dicembre 2005





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26 dicembre 2005


         GLI ANTI-CIVILIZZATORI

Pensavo fosse un sogno: era un incubo, nel mio sogno.
Cynthia è tornata in Italia: camminiamo abbracciati in un ipermercato, quando entriamo in macchina di amici per tornare a casa.
E’ qui che partono le prime avvisaglie di un incubo: l’edizione straordinaria di un telegiornale, dai contorni inquietanti, ci avvisa di due missili provenienti da chissà dove e diretti su Francia e Gran Bretagna, saranno gli alieni?
Dettaglio spaventoso del telegiornale: immagini di una pubblica esecuzione, per decapitazione, di sei persone; una ragazza è vestita da sposa.
All’interno di un sogno, la consapevolezza della finzione dura qualche secondo finchè l’ansia si impossessa di me: è a questo punto che mi ritrovo in un parco, noi “umani” attorniati da “loro”; “loro” in piedi, coi cavalli accanto, pronti a scagliare le loro enormi frecce di argilla bianca sui nostri corpi; mi tornano in mente le orribili immagini della decapitazione.
Seduti nel parco, atterriti: sembriamo condannati, ghettizzati.
Un gruppetto di ragazzi mi sussurra di seguirli: guardo negli occhi uno di loro nel dubbio che si trattasse un tranello, ma lo seguo ugualmente non avendo alternative.
Corriamo lungo una strada tortuosa fatta di sottopassaggi e ripide scale: arrivo davanti un tubo di acciaio e devo saltare nel vuoto, in una situazione simile a una scena de “Il fuggitivo”.
Qui sento la “voce narrante” sottolineare la miseria del genere umano, ridotto a preservare la propria natura, ingabbiato in una sorta di parco di naturale in pieno oceano!
Catapultato nell’immensità del mare, raggiungo facilmente la riva: adesso vivo l’unica sensazione di sollievo nell’incubo, abbraccio un poliziotto conosciuto qualche tempo prima e rivedo altri “fuggitivi”.
Ma il relax dura poco, l’atmosfera diventa improvvisamente cupa, ciò che vedo è terribile: “loro” sono tornati, ci hanno raggiunto anche nel nostro ultimo rifugio, e sono tantissimi; sopraggiungono coi loro cavalli dalle montagne, persino dal mare.
Il loro aspetto è il contrario dell’alieno: sembrano indigeni, cannibali, angeli sterminatori venuti per cancellare il progresso della società.
Nel presagio di una fine imminente, termina il mio incubo: eppure sembrava tutto, straordinariamente, reale. 




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24 dicembre 2005


  * * * buone feste * * *




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21 dicembre 2005

SUI CAPELLI LUNGHI

Soprattutto negli anni settanta si dibatteva sui “capelli lunghi”: in un famoso articolo del ’73, «Contro i capelli lunghi», Pier Paolo Pasolini metteva in atto una dura requisitoria contro i giovani della sinistra extraparlamentare paragonati per il modo di vestire, l'atteggiamento e la prassi politica, ai loro coetanei di estrema destra.

“Il linguaggio dei capelli non esprime più cose di Sinistra, ma qualcosa di equivoco, Destra-Sinistra che rende possibile l’uso di provocatori”.

“La sottocultura al potere ha assorbito la sottocultura all’opposizione e l’ha fatta propria: con diabolica abilità ne ha fatto una moda che se non si può dire fascista, nel senso classico è però di una estrema destra reale”.

“Ormai migliaia e centinaia di migliaia di giovani italiani assomigliano sempre più alla faccia di Merlino (fascista implicato nella strage di Piazza Fontana a Milano nel dicembre 1969). La loro libertà di portare i capelli come vogliono non è più difendibile, perché non è più libertà. E’ giunto il momento che i giovani si liberino dall’ansia colpevole di attenersi all’ordine degradante dell’orda”.

Mi piace ricordare questo aforisma di Jim Morrison, voce leader dei Doors:

“solo colui che salì sulla croce coi capelli lunghi ebbe l’onore di non essere chiamato drogato”.




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20 dicembre 2005


Ciao a
tutti!                                                                                            

Grazie per il benvenuto nel mondo-blog!!

Comunque mi chiamo Giangio, ovvero:

di giorno “irreprensibile” studente universitario, di notte…
  
                                                                      
                                                                       




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20 dicembre 2005


che fai tu, luna, in ciel?
dimmi, che fai, silenziosa luna?
sorgi la sera, e vai, contemplando i deserti;
indi ti posi.




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19 dicembre 2005


ingannai il dolore con del vino rosso,
buttando il cuore in qualunque posto,
mi addormentai con un vecchio disco,
fra pensieri che non riferisco.
chiudendo i duppi in un pasto misto...dipinsi l'anima, su tela anonima,
e mescolai la vodka con acqua tonica,
poi pranzai tardi all'ora della cena, mi rivolsi al libro come a una persona,
guardai la tele, con aria ironica,
e mi giocai i ricordi provando il rischio poi di rinascere sotto le stelle,
ma non scordai di certo un'amore folle in un tempo piccolo...




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